Evoluzione del territorio a Monte Ortone
Negli ultimi decenni Monte Ortone ha vissuto profonde trasformazioni tra urbanizzazione crescente e ritorno spontaneo del bosco.
L’evoluzione del paesaggio: tra cemento e natura
Il volto di Monte Ortone che ammiriamo oggi è il risultato di una profonda trasformazione avvenuta nell’ultimo mezzo secolo. Osservando i dati storici tra il 1955 e il 2015, emerge chiaramente come il colle sia stato un palcoscenico di forze contrapposte: da un lato l’espansione umana e dall’altro la resilienza della vegetazione spontanea.
L’impronta dell’uomo
Il cambiamento più vistoso riguarda l’urbanizzazione, che in sessant’anni è cresciuta del 300%. Dove un tempo dominavano i campi aperti, oggi gli insediamenti occupano oltre il 30% del territorio, un’espansione che ha inevitabilmente ridotto lo spazio dedicato ai seminativi e alle colture tradizionali. Anche l’agricoltura specializzata ha cambiato volto: i vigneti e i frutteti si sono ridotti di oltre la metà, lasciando solo tracce isolate di quella che era un tempo l’attività economica principale della zona.
Il ritorno del bosco
Paradossalmente, nonostante l’aumento delle costruzioni, il Monte Ortone è oggi più “verde” di quanto fosse nel secolo scorso. Il bosco di latifoglie ha infatti riconquistato i pendii, passando dal coprire il 14% a oltre il 23% della superficie totale. Questo fenomeno di forestazione spontanea è avvenuto proprio lì dove l’uomo ha smesso di faticare: i vecchi terrazzamenti e i coltivi abbandonati sono stati lentamente riassorbiti dalla natura, che ha ricreato quegli splendidi tratti di macchia mediterranea che oggi ammiriamo lungo i sentieri.
Un patrimonio da recuperare
Oggi circa il 63% del territorio di Monte Ortone ha mantenuto i propri caratteri distintivi, ma i segni della perdita del “paesaggio culturale” — come gli antichi oliveti che ormai occupano una porzione minima del suolo — invitano a una riflessione. Fortunatamente, negli ultimi anni sono nate iniziative mirate al recupero dei terrazzamenti e della rete sentieristica intorno al monastero. Queste azioni mirano a preservare un luogo dove la storia delle pietre e quella delle piante possano continuare a convivere, offrendo ai visitatori un viaggio nel tempo tra le vestigia del passato e la forza rigeneratrice del bosco.







