Flora a Monte Ortone
Monte Ortone conserva una ricca vegetazione mediterranea dei Colli Euganei, con boschi, macchia spontanea e rare specie botaniche.
La flora del Monte Ortone: un mosaico tra storia e natura
Il paesaggio vegetale del Monte Ortone è un affascinante esempio di come la natura sappia riconquistare i propri spazi. Nonostante i segni dell’attività umana siano evidenti, dalle antiche cave ai resti dei terrazzamenti coltivi, questo rilievo conserva oggi alcuni dei tratti boschivi più preziosi del territorio aponense. Sebbene le aree soggette a scavi siano state in passato veicolo per specie non indigene, l’invasione esotica è rimasta contenuta, permettendo il ritorno trionfale delle essenze mediterranee tipiche dei Colli Euganei.
L’abbondanza della macchia e dei boschi
L’aspro profilo del monte, caratterizzato dall’acidità del suolo, favorisce una macchia mediterranea particolarmente fiorente. Lungo il versante meridionale, la vegetazione straripa letteralmente ai bordi del sentiero, creando un fitto “mare verde” dove domina il Corbezzolo (Arbutus unedo) insieme all’Erica arborea, al Cisto femmina e alla Ginestra spinosa. Già all’inizio del percorso, nei pressi del Santuario, l’occhio attento può scorgere la Carice mediterranea (Carex distachya), una specie poco comune nel resto dell’Italia continentale.
Spostandosi verso l’interno, il bosco si fa rigoglioso e vario. Tra le essenze legnose si affermano con forza il Nespolo, il Ligustro e il Rovo tomentoso (Rubus canescens), accompagnati da specie nobili come la Roverella (Quercus pubescens), l’Orniello, il Bagolaro e lo Scotano (Cotinus coggygria), che si abbarbica tenacemente sulle rupi. Nel sottobosco fioriscono la Viola canina, l’Euforbia cipressina (Euphorbia cyparissias) e la Cinquefoglia irta (Potentilla hirta) dai brillanti fiori giallo zolfino.
Rarità e ambienti umidi
Il Monte Ortone è anche uno scrigno di rarità botaniche nascoste. Tra i terrazzamenti ormai ricolonizzati dagli alberi spunta la delicata orchidea Platantera verdastra (Platanthera chlorantha), mentre sulla sommità cresce il minuto e vistosissimo Ipocisto comune (Cytinus hypocistis), una piantina parassita dalle tonalità giallo-aranciate. La biodiversità del monte si arricchisce ulteriormente nelle aree delle ex cave: l’asporto della roccia ha creato depressioni dove il ristagno dell’acqua ha permesso l’insediamento di specie tipiche delle zone umide. Qui si possono ammirare la Graziella (Gratiola officinalis), un tempo celebrata per le sue virtù curative, il Pulegio (Mentha pulegium) e i maestosi Pioppi e Salici.
Il mutare delle stagioni
La bellezza di questo rilievo si apprezza durante tutto l’anno, seguendo il ritmo delle stagioni. Se in primavera ed estate il monte esplode di colori con il Garofano dei Certosini (Dianthus carthusianorum) e il Gladiolo dei campi, anche l’inverno riserva sorprese. Mentre la città è spesso assopita sotto la nebbia, sul Monte Ortone i Corbezzoli continuano a fiorire e i primi Bucaneve si preparano ad annunciare il ritorno della primavera, a testimonianza di una natura che non conosce soste.
Specie botaniche dei terrazzameni a Sud di Monte Ortone
